Le fonti storiche

La chiesa, costruita a partire dal 1450, fu consacrata il 15 luglio 1478 da Giacomo, vescovo di Lodi. Nel frattempo, il 17 dicembre 1458, Lonno divenne parrocchia autonoma con decreto del vescovo Ludovico Donato. L’edificio subì una radicale trasformazione tra il 1734 e il 1754, infine fu aggiunta una nuova campata nel 1899. La chiesa così rinnovata venne nuovamente consacrata dal vescovo Gaetano Camillo Guindani il 16 settembre 1900.

La costruzione

Dall’epoca della ristrutturazione settecentesca l’edificio presenta un corpo principale con portico sul lato sud-ovest e una cappella esterna addossata al lato nord-est. Questa è dedicata alla Madonna di Lourdes.

La facciata, ad ordine unico, è suddivisa da una serie di lesene con semicapitelli corinzi. Al centro, in una cornice, vi è un’ampia finestra. Nella parte superiore, separato da un cornicione orizzontale, c’è il timpano di chiusura sormontato dalla statua di S. Antonio abate. Altre due statue, i SS. Pietro e Paolo, sono poste in nicchie tra le lesene.

La chiesa, ad unica navata, presenta lateralmente quattro piccole cappelle con altari minori.

L'interno

L’interno è ricco di decori e alle pareti sono collocati numerosi dipinti, tra questi la pala centrale S. Antonio abate con i SS. Pietro, Paolo, Stefano, Giuseppe (?), Bernardino, Girolamo e le nozze mistiche di S. Caterina d’Alessandria, opera del pittore Giulio Licinio (1527-1591), firmata e datata 1553. Sopra il secondo altare a sinistra, ricco di marmi pregiati, è posta la Deposizione dalla croce copia da Luca Giordano (Napoli 1634-1705).

Altre tele Madonna col Bambino e i SS. Barbara e Lorenzodi Giovan Battista Moroni e Annunciata attribuita a Jacopo Palma il Giovane. Le piccole tele Misteri del Rosariosono di anonimo del ‘600. Il dipinto Nozze mistiche di S. Caterina d’Alessandria, dono del restauratore lonnese Mauro Pellicioli, è di scuola bolognese del ‘600. La telaSacra Famigliaè di Romeo Bonomelli (Bergamo 1871-1943). La prima medaglia nella volta con i SS. Modesto, Vito e Crescenzia è opera di Giovanni Pezzotta (Albino 1838-Bergamo 1911). L’affresco sopra la porta d’ingresso è ritenuto di Carlo Carloni (m. 1775).

L’organo, del 1875, è dei Serassi ed è stato più volte restaurato.

Sant'Antonio Abate

Nato in Egitto, sulle rive del medio Nilo, fino a vent’anni visse in famiglia. Rimasto orfano, sentito il richiamo evangelico alla perfezione, vendette tutti i suoi beni e il ricavato lo diede ai poveri, per ritirarsi in rifugi di penitenza, dapprima una celletta, poi un’antica tomba, infine il deserto sulle rive del mar Rosso. Il suo esempio suscitò uno dei più vasti movimenti dei primi secoli cristiani: egli fu l’Abate, cioè il padre, degli Eremiti che dopo la metà del III secolo, in numero sempre maggiore, fuggivano il mondo per ritirarsi nel deserto. Viene indicato come il fondatore dell’ascetismo. Restò nel deserto più di 80 anni, morendo vecchissimo, nel 356.

Nel medioevo divenne uno dei santi più popolari. Veniva invocato per la salute del corpo, in particolare contro la malattia nota come “fuoco di S. Antonio”, nelle campagne poi gli venne affidata la protezione del bestiame.