Fattori inquinanti

Riferimento Normativo


In questa sottosezione sono riportate le informazioni detenute dal Comune di Nembro relative ai fattori inquinanti quali le sostanze, l'energia, il rumore, le radiazioni od i rifiuti, anche quelli radioattivi, le emissioni, gli scarichi ed altri rilasci nell'ambiente, che incidono o possono incidere sugli elementi dell'ambiente

Rumore

Recenti sondaggi confermano che il rumore è fra le principali cause del peggioramento della qualità della vita nelle città. In particolare, seppure la tendenza in ambito comunitario negli ultimi 15 anni mostri una diminuzione dei livelli di rumore più alti nelle zone più a rischio, contestualmente si è verificato un ampliamento delle zone con livelli definiti di attenzione, chiamate "zone grigie", che ha comportato un aumento della popolazione esposta, annullando conseguentemente i benefici ottenuti in quelle aree a maggior inquinamento. FONTE: ANPA 2000

L'Assessorato all'Ambiente di Nembro è costantemente attivo, lavorando anche in sinergia con i Comuni limitrofi, per il monitoraggio e lo studio finalizzato a sondare le problematiche del territorio e valutare l'attuale livello di sostenibilità, nonchè per una capillare diffusione della cultura di salvaguardia e tutela dell'ambiente in cui viviamo.

LA ZONIZZAZIONE ACUSTICA COMUNALE

Già nel 1997 Nembro è stato uno dei primi Comuni lombardi a dotarsi della classificazione acustica del territorio. 
La vigente zonizzazione è stata approvata definitivamente contestualmente all'approvazione del piano di governo del territorio.

Rifiuti

La normativa sui rifiuti.

La principale fonte normativa nazionale in materia di rifiuti è il decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 "Norme in materia ambientale", in particolare la parte quarta "norme in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati".
La norma regionale di riferimento è invece la legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 "Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche."
In attuazione alle suddette norme la Lombardia ha approvato Piano regionale per la gestione dei rifiuti, scaricabile dal sito della regione  
La Provincia di Bergamo ha approvato il Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti (PPGR).

Competenza del Comune in materia

Le competenze del Comune in materia di rifiuti sono invece delineate dall’articolo 198 della legge statale, che così recita: 
1. I comuni concorrono, nell'ambito delle attività svolte a livello degli ambiti territoriali ottimali di cui all'articolo 200 e con le modalità ivi previste, alla gestione (sono comprese le fasi di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento rifiuti) dei rifiuti urbani ed assimilati (sono rifiuti provenienti da attività non domestica, ma assimilati per qualità e quantità a quelli di provenienza domestica ). Sino all'inizio delle attività del soggetto aggiudicatario della gara ad evidenza pubblica indetta dall'Autorità d'ambito ai sensi dell'articolo 202, i comuni continuano la gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati avviati allo smaltimento in regime di privativa nelle forme di cui al l'articolo 113, comma 5, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
2. I comuni concorrono a disciplinare la gestione dei rifiuti urbani con appositi regolamenti che, nel rispetto dei principi di trasparenza, efficienza, efficacia ed economicità e in coerenza con i piani d'ambito adottati ai sensi dell'articolo 201, comma 3, stabiliscono in particolare:

  • a) le misure per assicurare la tutela igienico-sanitaria in tutte le fasi della gestione dei rifiuti urbani;
  • b) le modalità del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani;
  • c) le modalità del conferimento, della raccolta differenziata e del trasporto dei rifiuti urbani ed assimilati al fine di garantire una distinta gestione delle diverse frazioni di rifiuti e promuovere il recupero degli stessi;
  • d) le norme atte a garantire una distinta ed adeguata gestione dei rifiuti urbani pericolosi e dei rifiuti da esumazione ed estumulazione di cui all'articolo 184, comma 2, lettera f);
  • e) le misure necessarie ad ottimizzare le forme di conferimento, raccolta e trasporto dei rifiuti primari di imballaggio in sinergia con altre frazioni merceologiche, fissando standard minimi da rispettare;
  • f) le modalità di esecuzione della pesata dei rifiuti urbani prima di inviarli al recupero e allo smaltimento;
  • g) l'assimilazione, per qualità e quantità, dei rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani, secondo i criteri di cui all'articolo 195, comma 2, lettera e), ferme restando le definizioni di cui all'articolo 184, comma 2, lettere c) e d).
  1. I comuni sono tenuti a fornire alla regione, alla provincia ed alle Autorità d'ambito tutte le informazioni sulla gestione dei rifiuti urbani da esse richieste.
    4. I comuni sono altresì tenuti ad esprimere il proprio parere in ordine all'approvazione dei progetti di bonifica dei siti inquinati rilasciata dalle regioni.

La gestione dei rifiuti urbani

La gestione dei rifiuti urbani è definita dalla normativa (articolo 1 comma 2 legge regionale 12 dicembre 2003, n. 26 "Disciplina dei servizi locali di interesse economico generale. Norme in materia di gestione dei rifiuti, di energia, di utilizzo del sottosuolo e di risorse idriche") come servizio; attraverso tale servizio è possibile desumere quanto e come la Pubblica Amministrazione sia in grado di soddisfare le attese del cittadino in termini di "qualità della vita" e, per la sempre più diffusa ed elevata attenzione ai valori dell’ambiente, assume via via maggiore importanza. 
Secondo la normativa statale è vietato smaltire i rifiuti urbani non pericolosi in regioni diverse da quelle dove gli stessi sono prodotti, fatti salvi eventuali accordi regionali o internazionali, qualora gli aspetti territoriali e l'opportunità tecnico economica di raggiungere livelli ottimali di utenza servita lo richiedano.
 
In via generale sono classificati rifiuti urbani, ai sensi dell’articolo 184 del decreto 152/2003:
a) i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;
b) i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell'articolo
198, comma 2, lettera g); 
c) i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;
d) i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua;
e) i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;
f) i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività' cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), c) ed e).

Il Comune di Nembro ha disciplinato con un proprio Regolamento le modalità di erogazione dei servizi di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati agli urbani (ovvero provenienti da attività non domestica ma assimilati per qualità e quantità a quelli di provenienza domestica) e concorre alla loro gestione attraverso appalti di servizio. Nella gestione sono comprese le fasi di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento dei rifiuti .
Nel comune di Nembro, ormai dalla fine degli anni '90 del secolo scorso, è attivo un capillare sistema di raccolta dei rifiuti urbani e assimilati, organizzato con una parte di rifiuti raccolti da parte degli operatori ecologici direttamente presso il domicilio dell’utente ("porta a porta") e una parte raccolta presso il centro comunale di raccolta differenziata. Questo sistema integrato ha permesso a Nembro di raggiungere lusinghieri risultati nelle percentuali di raccolta differenziata.

Siti contaminati e bonifiche

La normativa nazionale di riferimento è il D.Lgs. 152/06 che dedica tutto il Titolo V alla "Bonifica di siti contaminati".

La Regione Lombardia ha disciplinato con:
- d.g.r. 27 giugno 2006 n. 2838 le modalità applicative del Titolo V del suddetto decreto;
- l.r. 27 dicembre 2006 n. 30 (art. 5) il trasferimento ai Comuni delle funzioni amministrative inerenti gli interventi di bonifica di siti inquinati che ricadono interamente nell’ambito del territorio comunale;
- d.g.r. 24 gennaio 2007 n. 8/4033 le metodologie procedurali per il trasferimento ai Comuni delle funzioni amministrative inerenti gli interventi di bonifica di siti inquinati che ricadono interamente nell’ambito del territorio comunale.

Il Comune di Nembro esercita quindi tali funzioni amministrative trasferite dalla Regione Lombardia.

Radiazioni

La radioattività è una componente naturale dell’ambiente cui tutti gli esseri viventi sono da sempre costantemente esposti; solo recentemente, in particolare con lo sviluppo delle nuove tecnologie degli ultimi 60-70 anni, alla radioattività naturale (fondo naturale di radiazioni) si è aggiunta la radioattività artificiale.
Le radiazioni quindi possono avere origine:
- naturale, come la luce che vediamo e avvertiamo con i nostri sensi;
- artificiale, come le onde radio, che non possiamo percepire ma che possono essere facilmente rivelate dalla radio e dalla televisione.

Inoltre le radiazioni, sia naturali che artificiali, si possono dividere in:
- radiazioni ionizzanti (es. gas radon );
- radiazioni non ionizzanti (es. inquinamento elettromagnetico o elettrosmog  e inquinamento luminoso ).

Emissioni

LE EMISSIONI IN ATMOSFERA

Si definisce emissione in atmosfera: "qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell’atmosfera che possa causare inquinamento atmosferico" ed "emissione convogliata" ovvero l’emissione di un effluente effettuata attraverso uno o più appositi punti".
La normativa nazionale di riferimento è il D.Lgs. 152/06 che dedica tutta la parte V al tema della "tutela dell'aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera". Altro importante riferimento normativo a livello statale è il D. Lgs. 13 agosto 2010, n. 155 “Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell'aria ambiente e per un'aria più pulita in Europa”.
La Regione Lombardia ha disciplinato con:
- la legge regionale 11 dicembre 2006 - n. 24 "Norme per la prevenzione e la riduzione delle emissioni in atmosfera a tutela della salute e dell'ambiente" finalizzata al miglioramento della qualità dell’aria attraverso il monitoraggio e l’uso dell’energia, il potenziamento del trasporto pubblico locale, la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione nei settori energia e fonti rinnovabili;
- il Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria (PRIA);
- il Piano Regionale di Risanamento della Qualità dell'Aria (PRRQA);
- la Zonizzazione del territorio regionale;
- l’inventario delle emissioni (INEMAR).

In riferimento a quest’ultimo punto il Comune di Nembro  viene individuato in base ai criteri di cui all’Appendice 1 al D.lgs. 155/2010 nell’agglomerato di Bergamo che è caratterizzato da:
- popolazione superiore a 250.000 abitanti oppure inferiore a 250.000 abitanti e densità di popolazione per km2 superiore a 3.000 abitanti;
- più elevata densità di emissioni di PM10 primario, NOX e COV;
- situazione meteorologica avversa per la dispersione degli inquinanti (velocità del vento limitata, frequenti casi di inversione termica, lunghi periodi di stabilità atmosferica caratterizzata da alta pressione);
- alta densità abitativa, di attività industriali e di traffico; - interessati dal provvedimento di limitazione delle circolazione degli autoveicoli “Euro 0 benzina” e “Euro 0, Euro 1, Euro 2 diesel”.

L’INVENTARIO INEMAR

INEMAR (INventario EMissioni ARia), è un database progettato per realizzare l'inventario delle emissioni in atmosfera, ovvero stimare le emissioni a livello comunale dei diversi inquinanti, per ogni attività della classificazione Corinair e tipo di combustibile. 
Obiettivo dell’inventario è quello di fornire una stima quantitativa dei contributi alle emissioni in atmosfera provenienti delle varie sorgenti antropiche e naturali e come essi si distribuiscono su un determinato territorio. 
Le informazioni raccolte nel sistema INEMAR sono le variabili necessarie per la stima delle emissioni: indicatori di attività (consumo di combustibili, consumo di vernici, quantità incenerita, e in generale qualsiasi parametro che traccia l'attività dell'emissione), fattori di emissione, dati statistici necessari per la disaggregazione spaziale e temporale delle emissioni.
INEMAR contiene inoltre le procedure e gli algoritmi utilizzati per la stima delle emissioni secondo le diverse metodologie sotto illustrate, nonché i valori di emissione stimati.
Inizialmente realizzato nel periodo 1999-2000 dalla Regione Lombardia, con una collaborazione della Regione Piemonte, dal 2003 è gestito e sviluppato da ARPA Lombardia. Dal 2006 il suo utilizzo è condiviso nel quadro di un accordo interregionale, fra le regioni Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Marche e le Provincie Autonome di Trento e di Bolzano. 
ARPA Lombardia ha collaborato all’edizione dell’inventario regionale delle emissioni della Lombardia riferita all’anno 2001 e ha realizzato tutte le edizioni successive: 2003, 2005, 2007, 2008, 2010 relativamente ai principali macroinquinanti (SO2, NOX, COVNM, CO, NH3, PM2,5, PM10, PTS) e ai gas climalteranti (CO2, CH4, N2O)che sono scaricabili all’indirizzo  http://www.inemar.eu/xwiki/bin/view/InemarDatiWeb/Risultati+Regionali.





Ultima modifica : 29/03/2019  
Prima pubblicatione : 10/02/2017